Gennaio 8, 2026

Regime forfettario 2026, a chi conviene? Il limite su fatturato e redditi da lavoro dipendente

Il regime forfettario diventa fortemente influenzato dal coefficiente di redditività in molti casi. Ecco cosa sapere.

passaggio regime ordinario forfettario

La manovra 2026 non cambia l’aliquota del regime forfettario. Restano invariati tutti i contro: l’impossibilità di deduzione dei costi, delle detrazioni IVA e degli oneri personali. Ma la maggiore progressività IRPEF e le agevolazioni per i dipendenti potrebbero rendere sfavorevole la scelta del lavoro autonomo.

Regime forfettario, la soglia di accesso e permanenza

Tra le proposte scartate, la possibilità per le partite IVA in regime forfettario di fatturare più del limite ordinario. Resta infatti confermata la soglia di accesso e permanenza a 85 mila euro di ricavi o compensi annui: chi li supera, l’anno successivo esce dal regime forfettario; chi supera anche i 100 mila euro, esce immediatamente dal regime. La manovra, che mantiene invariati pure i requisiti per il forfettario, rafforza i controlli, soprattutto in presenza di redditi misti.

Il limiti del reddito da lavoro dipendente o pensione

Come nel 2025, anche per il 2026 possono accedere al regime forfettario tutti gli autonomi che hanno redditi da lavoro dipendente o da pensione entro i 35 mila euro. Ma a causa delle riduzioni IRPEF delle detrazioni sullo stipendio, chi è vicino al limite potrebbe non trarre grandi vantaggi dalla partita IVA forfettaria.

Flat tax al 15% e progressività IRPEF

Confermata l’imposta sostitutiva al 15% e al 5% per i primi cinque anni di attività. Anche in questo caso, a causa delle riduzioni IRPEF e delle agevolazioni per i dipendenti, il regime forfettario diventa meno conveniente e fortemente influenzato dal coefficiente di redditività.

Regime forfettario, a chi conviene nel 2026?

Il regime forfettario continua a convenire a tutti i professionisti che non hanno cospicui costi da sostenere e che hanno margini di guadagno elevati, gli autonomi che non hanno redditi da lavoro dipendente o da pensione e alle nuove partite IVA, per la possibilità di usufruire dell’aliquota al 5%.

Potrebbe non essere la scelta migliore per coloro che superano spesso gli 85 mila euro di incassi, che hanno costi rilevanti per l’attività e che hanno redditi da lavoro dipendente o da pensione che si avvicinano alla soglia di 35 mila euro.

Redazione

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