Nuova legge quadro per l’artigianato, ok alla riforma attesa da 40 anni: cosa cambia

Legge quadro artigianato approvata, cosa cambia con riforma
Legge quadro artigianato approvata, cosa cambia con riforma

Prende forma la riforma della legge quadro per l’artigianato. Con il via libera del Senato, il Governo ha avuto la delega per procedere e modificare l’attuale normativa, ferma agli anni Ottanta. In tutti questi anni sono cambiate le tecnologie, i mercati, le forme di lavoro e le esigenze delle imprese, per questo motivo c’è oggi la necessità di intervenire. Le nuove regole si concentreranno sulla semplificazione della burocrazia, la valorizzazione dei giovani e il rilancio dei territori montani, rendendo il comparto più competitivo sia sul mercato interno sia nei confronti della concorrenza internazionale.

Nuova legge quadro artigianato: meno burocrazia e aiuti ai giovani

La riforma parte dalla necessità di ridurre la burocrazia e rendere le procedure e gli adempimenti amministrativi più snelli e veloci. Oggi molti artigiani devono fare i conti con adempimenti, autorizzazioni e procedure complesse che rallentano l’attività e scoraggiano l’apertura di nuove imprese giovani.

Ed è proprio dalla difficoltà di attrarre le nuove generazioni che prendono poi forma gli altri interventi. Infatti, uno dei problemi del settore è la carenza di personale e di apprendisti da impiegare nelle attività. Sono sempre meno i giovani che considerano di intraprendere una carriera come artigiani. Per questo motivo la nuova legge promuoverà la formazione e l’inserimento di nuove figure, con incentivi e aiuti mirati.

Un aiuto per le aree montane e i piccoli territori

Un altro aspetto affrontato dalla legge quadro per l’artigianato è il legame con il territorio e il rilancio di alcune zone e piccoli centri che da questo comparto hanno tratto vantaggio. Per questo motivo saranno attivati anche controlli più rigorosi per chi usa il termine “artigianale”, per tutelare i produttori autentici dalla concorrenza sleale di prodotti industriali che sfruttano impropriamente la denominazione senza rispettarne i valori di qualità, tradizione e tracciabilità. Dove l’artigianato rappresenta da sempre un elemento chiave per la vitalità economica e sociale delle comunità locali, la riforma punta a promuoverlo e tutelarlo, soprattutto per evirare lo spopolamento.

Anche in questo caso, l’intervento si concretizza con l’approvazione di misure per il rilancio delle attività e l’attrazione di giovani. Negli ultimi anni, infatti, molte imprese artigiane di montagna faticano a trovare manodopera e sono spesso costrette a rinunciare a commesse per mancanza di personale.

La riforma prevede infine la promozione di forme di aggregazione tra imprese artigiane. L’idea è superare la frammentazione del settore, favorendo reti e consorzi capaci di partecipare a bandi regionali, nazionali ed europei, accedere più facilmente ai finanziamenti e sviluppare progetti comuni di innovazione e internazionalizzazione.

Redazione

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