Trasferirsi in un “paradiso” italiano, ricevere bonus e pagare meno tasse: le opportunità per PMI e professionisti

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Trasferirsi in un posto paradisiaco per cambiare ritmo e lavorare da remoto, risparmiando in tasse e ricevendo degli incentivi è possibile. E senza andare “troppo” lontano. Credito d’imposta, incentivi per nuove PMI e smart working, bonus nuove nascite e altre misure sono le nuove strategie dei comuni montani italiani – con meno di 5 mila abitanti – per il ripopolamento. Ecco tutte le opportunità per PMI e professionisti in materia di incentivi in comuni montani.

Credito d’imposta nei comuni montani per professionisti e PMI

La legge n. 131/2025 introduce quattro tipologie di credito d’imposta con l’obiettivo di sostenere le diverse categorie di persone e imprese che scelgono di stabilirsi nelle zone montane:

  • bonus casa per personale scolastico e sanitario. In questo caso il credito d’imposta, da sfruttare in dichiarazione dei redditi, copre parte delle spese per l’affitto o l’acquisto dell’abitazione nel comune montano dove si presta il servizio o limitrofo. Il suo valore ammonta tra il 60% del canone annuo di locazione dell’immobile o del costo del finanziamento e 2.500 euro, con possibilità di ulteriori maggiorazioni in presenza di ulteriori requisiti;
  • agevolazione sull’acquisto o sulla ristrutturazione dell’abitazione principale nei comuni montani. Il suo valore è pari agli interessi passivi dovuti sul finanziamento ed è riconosciuta per cinque periodo d’imposta, ma solo per gli under 41 al momento dell’accensione del mutuo. Non vale per gli immobili di “lusso”, come le ville e le abitazioni di tipo signorile;
  • incentivi per l’avvio di micro e piccole imprese di giovani under 41, dal 20 settembre 2025. Si tratta di un credito d’imposta pari alla differenza tra l’imposta calcolata applicando le aliquote ordinarie al reddito, derivante dallo svolgimento dell’attività nei comuni montani, determinato nei modi ordinari e fino a concorrenza di 100 mila euro, e l’imposta calcolata applicando allo stesso reddito l’aliquota del 15%, nel rispetto del limite complessivo annuo, a partire dal 2025, di 20 milioni di euro;
  • agevolazioni per investimenti in attività agricole e silvicoltura di montagna. Agli imprenditori agricoli e forestali singoli e associati, comprese le cooperative agricole e forestali, ai consorzi forestali, anche partecipati dai comuni, e alle associazioni fondiarie viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 10% del valore degli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027, nel limite complessivo di spesa di 4 milioni di euro per ciascun anno. A patto che, però, la sede e l’attività prevalente si trovino in loco e siano previsti investimenti volti all’ottenimento dei servizi ecosistemici e ambientali benefici per l’ambiente e il clima, anche attraverso interventi di manutenzione del territorio.

Bonus nascite e smart working

Nei comuni montani con meno di 5 mila abitanti esiste un bonus per le nuove nascite il cui importo sarà determinato da un decreto ministeriale. Il contributo sarà una tantum.

E poi c’è la tanto attesa agevolazione per le attività in smart working. Alle imprese che promuovono il lavoro agile come modalità ordinaria è riconosciuto, per il 2026 e il 2027, un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali nel limite massimo di 8 mila euro annui. A patto che, però, i lavoratori e le lavoratrici abbiano meno di 41 anni e decidano di trasferirsi nei comuni montani interessati.

Il prossimo DPCM stabilirà i criteri di classificazione dei comuni beneficiari delle agevolazioni.

I bandi dei comuni montani in Trentino e Toscana

Oltre alle iniziative nazionali, esistono quelle locali: in Toscana e in Trentino. A breve potrebbe arrivare anche un nuovo bando per la Calabria diffusa.

Redazione

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