Codici ATECO 2025 e ISA, arriva la guida dell’Agenzia delle Entrate: le nuove regole e la modulistica

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Una revisione tecnica, sì. Ma con risvolti operativi concreti e immediati. Questo è il senso della circolare 11/E pubblicata il 18 luglio 2025, con cui l’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente presentato le nuove regole per gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) relativi al periodo d’imposta 2024. Si tratta di un documento che segna un cambiamento importante, legato all’introduzione della nuova classificazione Ateco 2025, che è entrata in vigore il primo gennaio ed è diventata obbligatoria per la modulistica dichiarazione redditi 2025.

Tale intervento offre una guida utile agli uffici territoriali, ai professionisti del settore fiscale, ai contribuenti e agli intermediari. L’obiettivo è chiaro: assicurare un’applicazione uniforme degli ISA a livello nazionale, uno strumento sempre più fondamentale per premiare l’affidabilità fiscale e semplificare i rapporti con il Fisco.

Codice Ateco 2025: ecco cosa cambia

Sostanzialmente si tratta di una ristrutturazione profonda dei codici e delle categorie economiche, che incide su tutta la modulistica ISA. Il principio guida? Non è più il “canale di vendita” a fare la differenza, ma il tipo di prodotto.

Questa scelta segna una vera e propria rivoluzione rispetto a decenni di inquadramento fiscale, soprattutto nel settore del commercio al dettaglio. Infatti, i codici distintivi per negozi fisici, venditori ambulanti o e-commerce, scompaiono. Adesso c’è un unico codice per ogni categoria merceologica.

ISA 2025 aggiornati

Si parla di una revisione straordinaria di 100 ISA su 172 esistenti, per adattarsi al nuovo contesto macroeconomico caratterizzato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici, rallentamenti nelle filiere e instabilità creditizia. Inoltre, i criteri sono differenziati per area geografica (comune, provincia, regione) e l’introduzione di indicatori dinamici legati a prezzi energetici, tassi di interesse e inflazione alimentare.

L’obiettivo è rendere gli ISA strumenti più aderenti alla realtà economica e quindi più equi, specialmente in un contesto di forti squilibri settoriali e territoriali.

Quadri E, F e H: la modulistica si aggiorna

L’adeguamento alla classificazione ATECO 2025 ha reso necessaria una revisione quasi totale dei modelli ISA.

Le principali novità includono:

  • titoli e codici aggiornati nei quadri ISA, per riflettere la nuova terminologia ATECO;
  • l’introduzione di nuove informazioni nel quadro E, pensate per raccogliere dati analitici su: fasce di fatturato per prodotto, canale distributivo prevalente (ora rilevante solo a fini statistici) e infine, variazioni nei listini e modalità di vendita.

Nei quadri F e H, invece, viene razionalizzata la raccolta di dati contabili, grazie anche a una semplificazione progressiva: ad esempio, l’“anno di inizio attività” è stato eliminato in 23 modelli, in quanto già noto all’Agenzia.

Codice ATECO 2025, come cambiarlo e adeguarsi alle nuove regole

La nuova classificazione ATECO non implica nuovi obblighi per il contribuente. In altre parole, non è necessario presentare una dichiarazione di variazione dell’attività se cambiano i codici. Tuttavia, se il contribuente pensa che ci sia un nuovo codice che rappresenta meglio l’attività svolta, può comunicarlo direttamente all’Agenzia delle Entrate inviando la Comunicazione Unica.

Se non è iscritto al Registro delle imprese, può utilizzare uno dei seguenti modelli:

– per società, enti e associazioni è utile il modello AA7/10;

– per imprese individuali e lavoratori autonomi è indicato il modello AA9/12;

– per enti non commerciali e associazioni, il modello AA5/6;

– per l’identificazione diretta ai fini IVA di soggetti non residenti, il modello ANR/3.

Redazione

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