Concorso ministero della Cultura per assistenti, 1800 posti per diplomati: stipendi previsti e scadenza

concorso ministero Cultura 2025

Il ministero della Cultura (MiC) ha pubblicato un bando per l’assunzione di 1.800 assistenti a tempo indeterminato. L’accesso alla selezione è aperto a tutti i cittadini italiani o dell’Unione Europea in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado. Per candidarsi al concorso c’è tempo fino al 10 gennaio 2026.

Concorso ministero della Cultura 2026, i profili ricercati

La selezione riguarda 1500 assistenti per l’accoglienza e la vigilanza nei servizi culturali (codice 01) e 300 assistenti tecnici (codice 02), che supporteranno le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

È prevista una riserva del 15% dei posti a favore degli operatori volontari che hanno concluso il servizio civile universale senza demerito. Mentre il 40% dei posti è riservato ai lavoratori che hanno maturato almeno 36 mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni presso il ministero della Cultura. Infine, per garantire il rispetto delle norme sul collocamento mirato (Legge 68/99), 168 posti per il profilo di accoglienza e vigilanza (codice 01) e 40 posti per il profilo tecnico (codice 02) sono destinati esclusivamente a candidati con disabilità.

Posti a concorso e sedi

Il concorso è strutturato su base territoriale, pertanto al momento della candidatura bisogna scegliere la regione – una sola – per la quale si concorre. La graduatoria finale sarà regionale e i vincitori verranno assegnati alle sedi (musei, biblioteche, uffici) presenti in quel determinato territorio.

Di seguito la distribuzione regionale dei posti:

RegioneAssistenti vigilanza (cod. 01)Assistenti tecnici (cod. 02)
Campania34135
Lazio31170
Toscana17028
Lombardia7722
Veneto7015
Emilia-Romagna6618
Calabria6315
Sardegna4910
Piemonte4714
Puglia4521
Liguria447
Umbria416
Marche386
Basilicata3112
Friuli-Venezia Giulia315
Molise296
Abruzzo2710
Sicilia172
Trentino-Alto Adige3

Come si svolge la prova d’esame

La selezione è stata semplificata per accelerare l’immissione in servizio, prevista entro il primo semestre dell’anno. Non è prevista una prova orale, ma una singola prova scritta. L’esame consiste in 40 quesiti a risposta multipla da completare, al computer, in 60 minuti. Il punteggio massimo è di 30 punti e la soglia di idoneità è fissata a 21/30. I quiz verteranno sulla normativa dei beni culturali, elementi di diritto amministrativo, logica e capacità di ragionamento. L’amministrazione non pubblicherà alcuna banca dati prima del test.

Come fare domanda

Per partecipare al concorso del ministero della Cultura bisogna accedere al portale inPA, tramite SPID, CIE (carta d’identità elettronica) o CNS (carta nazionale dei servizi). Una volta effettuata l’identificazione, il candidato dovrà completare o aggiornare il proprio profilo professionale, inserendo i dati anagrafici e i titoli di studio. A questo punto, dopo aver individuato il bando specifico per i 1.800 assistenti, l’aspirante deve scegliere per quale profilo concorrere (codice 01 o codice 02) e indicare la regione di preferenza. La scelta territoriale è vincolante e non è permesso concorrere per più ambiti regionali.

La domanda può essere inoltrata dopo il versamento della tassa di concorso, pari a 10 euro, da effettuare tramite il sistema PagoPA integrato nella piattaforma. Una volta confermato il pagamento e inviata l’istanza, il sistema rilascerà una ricevuta di avvenuta iscrizione che conferma la regolare partecipazione alla selezione.

È importante verificare che l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e il domicilio digitale siano correttamente registrati, poiché tutte le comunicazioni ufficiali, comprese le convocazioni per la prova scritta, avverranno esclusivamente tramite questi canali.

Quanto guadagna un impiegato del ministero della Cultura

Lo stipendio previsto rientra nei parametri dell’area assistenti del CCNL funzioni centrali, con una base tabellare annua di circa 21.000 euro lordi l’anno, a cui si aggiungono indennità di ente e premi di produttività.

Redazione

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