Il saldo della tassa di possesso sugli immobili (IMU) di dicembre 2025 dimostra che il sistema fiscale immobiliare italiano è diseguale e confuso. A parità di condizioni economiche, il prelievo varia sensibilmente da un comune all’altro e tra diverse categorie catastali. Lo rivela uno studio del servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale, Santo Biondo.
Ai fini della ricerca, facendo riferimento agli estimi catastali di ogni provincia, è stata calcolata la rendita media degli immobili per cui è dovuta l’Imu. Fatta questa elaborazione, come previsto dalla normativa vigente, tale rendita media è stata rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente di riferimento. A questo valore, poi, sono state applicate le aliquote estrapolate dalle delibere comunali pubblicate, entro e non oltre il 28 ottobre, sul sito del dipartimento delle Finanze.
È bene precisare che, in Italia, l’imposta municipale propria non è dovuta sull’abitazione principale (a meno che non rientri tra le abitazioni di lusso delle categorie A/1, A/8 o A/9), ma su seconde case, immobili commerciali, aree edificabili e terreni agricoli. Sono equiparate alle prime case anche altre categorie specifiche come le case popolari, gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari e i fabbricati utilizzati come alloggi sociali.
L’IMU è dovuta dalla maggior parte delle imprese. Stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate del 2020, sono oltre 26,1 milioni i proprietari che versano l’IMU: per il 41% sono lavoratrici e lavoratori dipendenti e pensionati. Il gettito complessivo annuo è di 19,4 miliardi di euro.
“I dati restituiscono il quadro iniquo di una vera e propria ‘lotteria fiscale’, derivante da valori obsoleti, e un mosaico di aliquote locali che alimentano ingiustizie e disuguaglianze. Servono valori che rispecchino il mercato, con verifiche periodiche e criteri omogenei su tutto il territorio nazionale”, ha spiegato Biondo. La revisione, a suo avviso, dovrebbe essere a gettito complessivo invariato: si aggiornano le basi imponibili, si abbassa l’aliquota di riferimento e si correggono le storture, senza gravare su chi già paga il giusto.
L’esigenza di una maggiore progressività
“Urge, quindi, maggiore progressività: chi possiede patrimoni immobiliari di alto valore, case di lusso o immobili lasciati vuoti deve contribuire di più, mentre chi ha redditi medio-bassi, famiglie numerose o affitta a canone concordato deve beneficiare di sconti automatici e tutele certe. Inoltre – ha precisato il sindacalista della Uil – non solo riteniamo intangibile l’esenzione sulla prima casa non di lusso, ma crediamo sia necessario uniformare le detrazioni comunali, per garantire pari trattamento ai cittadini con la stessa condizione economica, ovunque risiedano. Serve poi una regola nazionale chiara che definisca un range di aliquote entro cui i Comuni possano muoversi, con l’obbligo di spiegare pubblicamente ogni aumento. Meno discrezionalità e più responsabilità: se si alza l’aliquota, si deve dire con chiarezza per quali servizi e con quali risultati”.
La proposta di una banca dati unificata
Pertanto la Uil propone l’istituzione di una banca dati unificata (catasto, anagrafe, utenze e locazioni) come strumento essenziale per stanare le false pertinenze e gli immobili fittiziamente “inutilizzati”. “Recuperare la base imponibile significa alleggerire chi oggi paga per tutti. Inoltre, occorre una strategia unitaria che deve comprendere IMU, canone concordato, rigenerazione urbana e social housing per garantire meno penalità sugli affitti calmierati e più incentivi per chi ristruttura e rimette sul mercato l’invenduto e lo sfitto – conclude Biondo -. La riforma del catasto è il punto di partenza di un nuovo patto di fiducia tra Stato e cittadini che fornisca basi imponibili giuste, aliquote trasparenti e servizi misurabili. Solo così, si può chiedere a tutte e tutti di fare la propria parte senza sentirsi esattori di ingiustizie. La vera riforma fiscale inizia dal catasto: se non misuri bene, non puoi tassare bene. È una scelta di giustizia, equità e modernizzazione che il Paese deve avere il coraggio di fare, adesso”.
Costo dell’IMU sulle seconde case: le città più care
Di seguito le tabelle elaborate a partire dai dati della sezione “Nuovo catasto edilizio urbano” sul sito della Gazzetta Ufficiale.
Città
Saldo IMU 16 dicembre
Costo totale annuo IMU
Roma
1.749
3.499
Milano
1.479
2.957
Venezia
1.168
2.335
Torino
992
1.984
Firenze
986
1.973
Siena
954
1.907
Bologna
930
1.860
Padova
911
1.821
Verona
828
1.657
Salerno
757
1.514
Media nazionale
488
977
Le città meno care
Città
Saldo IMU 16 dicembre
Costo totale annuo IMU
Palermo
195
391
Pesaro
197
394
Cosenza
197
395
Enna
230
460
Gorizia
242
484
Caltanissetta
242
485
Trapani
248
495
Agrigento
253
505
Crotone
275
550
Belluno
275
551
Media nazionale
488
977
Costi dell’IMU sulla prima casa di lusso: le città più care
Città
Saldo IMU 16 dicembre
Costo totale annuo IMU
Venezia
1.501
3.001
Roma
1.444
2.888
Milano
1.388
2.777
Padova
851
1.702
Siena
847
1.694
Torino
842
1.683
Firenze
824
1.649
Bologna
786
1.572
Verona
776
1.551
Ascoli Piceno
756
1.512
Media nazionale
458
915
Le città meno care
Città
Saldo IMU 16 dicembre
Costo totale annuo IMU
Agrigento
139
278
Caltanissetta
193
385
Cosenza
193
385
Isernia
208
416
Palermo
219
437
Enna
227
454
Sondrio
234
469
Crotone
237
474
Belluno
239
479
Ragusa
239
479
Media nazionale
458
915
Costi dell’IMU sulle seconde pertinenze dell’abitazione principale: le città più care
Città
Cantina
Roma
175
Cremona
156
Cagliari
120
Sassari
108
Ancona
104
Pescara
103
Reggio Calabria
93
Agrigento
84
Salerno
76
Catanzaro
74
Media Nazionale
44
Le città meno care
Città
Cantina
Avellino
9
Imperia
9
Gorizia
11
Sondrio
11
Trieste
13
Macerata
13
Verbania
13
Novara
14
Ferrara
14
Palermo
15
Media Nazionale
44
I costi IMU sulle seconde pertinenze dell’abitazione principale: le città più care
Città
Garage
Roma
447
Venezia
429
Bologna
262
Milano
255
Salerno
236
Cremona
225
Bari
218
La Spezia
201
Ancona
185
Agrigento
183
Media Nazionale
107
Le città meno care
Città
Garage
Imperia
17
Fermo
26
Matera
33
Messina
33
Sondrio
33
Macerata
34
Varese
34
Rieti
36
Gorizia
38
Lucca
40
Media Nazionale
107
IMU sulle seconde case: i costi nelle città capoluogo
I costi sono rapportati ad un’abitazione con rendita catastale derivante dalla media delle abitazioni di ogni singola città (fonte Gazzetta Ufficiale)
Città
Seconde case
Prime Case di lusso (A/1, A/8, A/9)
Saldo IMU 16 dicembre
Costo totale annuo IMU
Saldo IMU 16 dicembre
Costo totale annuo IMU
Agrigento
253
505
139
278
Alessandria
388
776
469
937
Ancona
385
770
406
812
Andria
405
809
362
724
Aosta
523
1.047
522
1.045
Arezzo
466
931
415
829
Ascoli Piceno
401
802
756
1.512
Asti
377
754
479
958
Avellino
300
600
245
489
Bari
544
1.089
677
1.354
Barletta
498
996
458
916
Belluno
275
551
239
479
Benevento
345
690
380
760
Bergamo
425
850
270
539
Biella
514
1.029
395
790
Bologna
930
1.860
786
1.572
Brescia
467
934
297
593
Brindisi
499
998
440
880
Cagliari
635
1.269
640
1.281
Caltanissetta
242
485
193
385
Campobasso
422
844
445
890
Carrara
533
1.066
562
1.124
Caserta
579
1.158
491
982
Catania
511
1.022
627
1.255
Catanzaro
298
596
260
521
Chieti
434
868
349
698
Como
599
1.197
543
1.086
Cosenza
197
395
193
385
Cremona
397
794
307
614
Cesena
447
894
429
859
Crotone
275
550
237
474
Cuneo
340
679
310
620
Enna
230
460
227
454
Fermo
342
684
385
770
Ferrara
488
976
425
850
Firenze
986
1.973
824
1.649
Foggia
404
807
–
–
Forlì
412
825
341
682
Frosinone
325
651
406
812
Genova
673
1.346
579
1.157
Gorizia
242
484
252
503
Grosseto
471
942
677
1.354
Imperia
391
783
341
682
Isernia
365
730
208
416
L’Aquila
633
1.266
703
1.406
La Spezia
708
1.416
721
1.442
Latina
307
613
375
750
Lecce
308
617
286
573
Lecco
566
1.133
588
1.177
Livorno
750
1.501
720
1.440
Lodi
465
931
479
958
Lucca
357
715
373
746
Macerata
402
805
380
760
Mantova
457
914
416
833
Massa
512
1.024
626
1.252
Matera
326
653
380
760
Messina
515
1.031
580
1.161
Milano
1.479
2.957
1.388
2.777
Modena
563
1.125
458
916
Monza
544
1.088
444
888
Napoli
331
662
396
791
Novara
485
970
414
828
Nuoro
336
671
278
555
Oristano
299
598
–
–
Padova
911
1.821
851
1.702
Palermo
195
391
219
437
Parma
710
1.420
734
1.468
Pavia
550
1.099
467
934
Perugia
397
794
390
781
Pesaro
197
394
–
–
Pescara
603
1.206
560
1.119
Piacenza
341
683
273
547
Pisa
689
1.379
608
1.216
Pistoia
443
886
410
819
Pordenone
414
827
449
897
Potenza
303
606
279
559
Prato
446
892
443
885
Ragusa
315
630
239
479
Ravenna
481
963
380
760
Reggio Calabria
557
1.114
596
1.192
Reggio Emilia
416
832
339
678
Rieti
396
792
310
620
Rimini
396
791
652
1.303
Roma
1.749
3.499
1.444
2.888
Rovigo
390
779
388
776
Salerno
757
1.514
729
1.458
Sassari
323
645
370
739
Savona
526
1.053
354
708
Siena
954
1.907
847
1.694
Siracusa
419
838
375
750
Sondrio
281
563
234
469
Taranto
529
1.058
337
674
Teramo
526
1.052
622
1.244
Terni
473
946
422
843
Torino
992
1.984
842
1.683
Trani
279
558
255
510
Trapani
248
495
411
823
Treviso
457
913
427
854
Trieste
546
1.092
390
781
Udine
474
947
515
1.031
Varese
447
893
432
864
Venezia
1.168
2.335
1.501
3.001
Verbania
379
757
310
620
Vercelli
462
924
445
890
Verona
828
1.657
776
1.551
Vibo Valentia
325
650
252
504
Vicenza
368
737
254
508
Viterbo
503
1.006
295
591
Media nazionale
488
977
458
915
IMU: le aliquote delle prime case di lusso (A/1, A/8, A/9) e delle seconde case nelle città capoluogo 2025
CITTÀ
ALIQUOTE IMU SECONDE CASE
ALIQUOTE IMU PRIME CASE DI LUSSO
Agrigento
10,9
6
Alessandria
10,6
6
Ancona
10,6
6
Andria
10,6
6
Aosta
8,6
6
Arezzo
10,6
6
Ascoli Piceno
11,4
6
Asti
10,6
6
Avellino
10,6
6
Bari
10,6
6
Barletta
10,6
6
Belluno
10
6
Benevento
10,6
6
Bergamo
10,6
4
Biella
10,6
5,2
Bologna
10,6
6
Brescia
11,4
6
Brindisi
11,4
6
Cagliari
10,6
6
Caltanissetta
10,6
6
Campobasso
10,6
6
Carrara
10,6
6
Caserta
10,6
6
Catania
10,6
6
Catanzaro
10,6
6
Chieti
11,4
6
Como
9,6
6
Cosenza
10,6
6
Cremona
10,6
6
Cesena
10,6
6
Crotone
10,6
6
Cuneo
10,6
6
Enna
10,6
6
Fermo
10,6
6
Ferrara
10,2
6
Firenze
10,6
6
Foggia
10,6
6
Forlì
10,6
6
Frosinone
10,6
6
Genova
10,6
5,8
Gorizia
7,6
6
Grosseto
10,6
6
Imperia
10,6
6
Isernia
10,6
4
L’Aquila
10,1
6
La Spezia
10,6
6
Latina
10,6
6
Lecce
11
6
Lecco
10,6
6
Livorno
10,6
5
Lodi
10,5
6
Lucca
10,6
6
Macerata
10,6
6
Mantova
10,6
6
Massa
10
6,4
Matera
11,4
6
Messina
10,6
6
Milano
11,4
6,8
Modena
11,4
6
Monza
10,6
6
Napoli
10,6
6
Novara
10,6
6
Nuoro
10,6
5
Oristano
10,1
5,5
Padova
10,6
6
Palermo
10,6
6
Parma
10,6
6
Pavia
10,6
6
Perugia
10,6
6
Pesaro
10,6
5,8
Pescara
10,6
6
Piacenza
10,6
6
Pisa
10,6
6
Pistoia
10,6
6
Pordenone
8,85
5,5
Potenza
11,4
6
Prato
10,6
6
Ragusa
9,6
6
Ravenna
10,6
6
Reggio Calabria
10,6
6
Reggio Emilia
10,6
5
Rieti
11,4
6
Rimini
10,4
6
Roma
11,4
6
Rovigo
10,6
6
Salerno
10,6
6
Sassari
10,6
6
Savona
11,4
6
Siena
11,2
6
Siracusa
10,6
6
Sondrio
10,6
6
Taranto
10,6
5
Teramo
10,6
6
Terni
10,6
6
Torino
10,6
6
Trani
10,6
6
Trapani
10,6
6
Treviso
10,6
6
Trieste
10,6
6
Udine
9,8
6
Varese
10,6
6
Venezia
11
6,4
Verbania
10,6
6
Vercelli
10,6
6
Verona
11,4
6
Vibo Valentia
10,6
6
Vicenza
10,6
4,8
Viterbo
10,6
4,1
IMU/ILIA seconde pertinenze dell’abitazione principale: i costi medi nelle città
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