Chi ha usufruito indebitamente del bonus trasporti, introdotto nel 2022, è tenuto a dare indietro le somme percepite. A essere coinvolte sono quindi famiglie, studenti, lavoratori e pensionati che hanno richiesto e ottenuto in passato i 60 euro per il pagamento degli abbonamenti ai mezzi pubblici, pur non avendone diritto. Adesso ci sono anche le modalità per mettersi in regola, annunciate e specificate dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Come restituire il bonus trasporti
Una nota ministeriale, del 21 novembre 2025, ha annunciato l’aggiornamento del codice IBAN da utilizzare per effettuare i rimborsi in caso di erogazione non spettante del bonus trasporti. Il procedimento riguarda ha ricevuto una comunicazione formale di richiesta di restituzione, ma anche chi si è reso conto autonomamente di aver usufruito del beneficio senza avere i requisiti richiesti dalla normativa.
Per effettuare il rimborso occorre eseguire un bonifico bancario sul nuovo conto comunicato sull’IBAN IT71O0100003245BE00000001NK, intestato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con causale obbligatoria: “restituzione importo bonus trasporti 2022-2023 – nome, cognome e codice fiscale”.
Una volta effettuato il bonifico, la ricevuta deve essere trasmessa via PEC all’indirizzo: restituzionebonus@pec.lavoro.gov.it. Il destinatario è “Direzione Generale degli Ammortizzatori Sociali – Divisione III”. L’invio della ricevuta è necessario per dimostrare l’avvenuto versamento e registrare ufficialmente la chiusura della posizione.
Chi deve restituire il bonus trasporti
Sono tenuti a restituire il bonus coloro che lo hanno richiesto pur superando i limiti di reddito previsti (ad esempio l’ISEE sotto 20.000), ma anche chi ha presentato più richieste non consentite e lo ha ottenuto più volte. A questi si aggiungono anche quelli che hanno dichiarato dati inesatti nella domanda e chi ha ricevuto una comunicazione ufficiale dal ministero relativa a controlli successivi.
In caso di mancato pagamento a fronte di una richiesta formale, l’amministrazione può avviare attività di recupero coattivo, applicare maggiorazioni o interessi e procedere tramite ingiunzione amministrativa. La restituzione tempestiva è quindi la soluzione migliore per evitare ulteriori complicazioni. Non c’è infatti una sanzione automatica per chi restituisce spontaneamente. Anzi, il versamento volontario e immediato evita possibili contenziosi e richieste aggiuntive.
